Le albe di Marzo

scritto da tursiope
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Come immagino le albe di Marzo in pianura padana (dove non vivo)
- Nota dell'autore tursiope

Testo: Le albe di Marzo
di tursiope

Le albe di Marzo.

Tra le più belle,
ci sono le albe di Marzo.

Sono lune intense,
bianche come neve,
fredde come la notte.

Tu che mi porti,
donna dal velo candido?

Le tue dita
sono fuscelli che stringono le mie;
sono stalagmiti
che elevano desiderio;
fredde e bianche.

Le albe di Marzo
portano la rugiada;
nei capelli rugiada,
come di donna bella.

Tu che mi sussurri
alba delicata,
alba di Marzo?

Sono più belli
delle tue dita,
i tuoi occhi;
giocano con il desiderio
e si tuffano nella neve,
ai bordi della strada.

I tetti, laggiù,
sono mattoni rossastri;
versi di prosa
tra un camino ed un altro.

L'odore della legna
che consuma la fiamma,
punge le narici.

Le albe di Marzo
sono laggiù,
sui campi; fringuelli,
piccole lodole
affamate.

Tu che mi raccogli
sulla strada,
che hai da offrire?

Una scodella di latte
appena munto,
caldo del ventre,
caldo della primavera
ormai alle porte di casa.

Le albe di Marzo
mi regalano la luna!

In un pozzo
la getto,
poi via, verso est.

Sole di tepore in fronte.

Profumi d'acqua e terra lontana.

Le albe di Marzo
piangono rugiada,
scandita
dal campanile laggiù.

M.M. 06/03/2026

Le albe di Marzo testo di tursiope
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